In questo articolo, il terzo della serie dedicata ad Imparare a scrivere, affrontiamo il tema dell’organizzazione delle idee.
“Buttare giù” le idee serve a chiarire il proprio pensiero e a vincere la paura del foglio bianco. È possibile dare da subito ai processi di pensiero una struttura lineare, la cosiddetta scaletta. Oppure, siccome i nostri stessi pensieri debordano con facilità oltre i limiti delle strutture precostituite, possiamo affidarci ad altri processi per raccogliere più idee possibile. La loro organizzazione lineare verrà rimandata ad una fase successiva.

Vincere la paura del foglio bianco: le mappe mentali

Un metodo molto seguito è quello del brainstorming, dove all’interno di un gruppo tutti
propongono idee senza un ordine preciso e senza dare alcun tipo di valutazione. Individualmente però questa tecnica è meno utilizzabile. Lo stesso concetto si può estendere all’utilizzo di diagrammi o raggruppamenti dove raccogliere idee tramite libere associazioni. L’approccio più scientifico a queste tecniche di sviluppo delle idee è quello di Tony Buzan, autore di “Mappe mentali”.

Egli evidenzia come “la struttura neuronale della mente umana sia un immenso sistema di elaborazione dati con milioni di nodi e collegamenti”. Gli schemi di pensiero del nostro cervello possono quindi essere rappresentati attraverso un sistema che procede per associazioni ramificate. In questo schema “le linee di pensiero si irradiano da un numero potenzialmente infinito di nodi di dati”.

Per esprimere questo pensiero radiante Buzan consiglia l’uso di mappe mentali.
Le mappe possono rappresentare il pensiero nella sua dinamica, nel suo dispiegarsi, nelle sue associazioni, nella sua attività razionale, deduttiva, induttiva, associativa, immaginativa.
Esse ci possono guidare a ripercorrere e ricostruire processi di pensiero che avevamo compiuto in altri momenti, o che avevano fatto altri.
Ci aiutano inoltre a condividere con colleghi e collaboratori i processi di pensiero, rendendoli più potenti.

Per fare la mappa di un processo di pensiero si parte da una prima idea da cui spunta un ramo, e poi un altro, e pian piano si crea una struttura più o meno complessa che possiamo seguire man mano. In seguito si potrà modificare, ampliare e contrarre.
Come facciamo con il nostro pensiero, anche con una mappa possiamo divagare o tornare sull’idea di partenza, possiamo liberare la fantasia o frenarla con le nostre censure, possiamo complicare i percorsi o semplificarli riducendoli alle direttrici principali.  Le mappe mentali possono essere realizzate su carta o con tool online. In entrambi i casi sono di grande aiuto nel vincere la paura del foglio bianco.

mappa mentale

Il processo di scrittura

In un articolo, che è diventato un classico sulla scrittura, Betty Sue Flowers individua 4 ruoli che si attivano nel processo di scrittura:
– Il matto – con entusiasmo riversa le parole sulla pagina. Se hai mai provato la scrittura libera o lo stile del flusso di coscienza, hai sperimentato il matto.
– L’architetto – organizza il casino. Sceglie cosa è importante conservare e organizza il contenuto in paragrafi.
– Il carpentiere – guarda il pezzo e riorganizza il contenuto in frasi . Si assicura che scorra bene e che ogni frase conduca logicamente alla successiva.
– Il giudice – ispeziona i dettagli e si assicura che la scrittura sia rifinita. Verifica i problemi di grammatica, di ortografia e di punteggiatura.

Comincia allora promettendo al tuo giudice che al prossimo turno chiederai la sua opinione, ma non ora. E poi lascia fluire l’energia del matto. Ricerca ciò che ti interessa sull’argomento, la domanda o l’emozione che solleva in te e rispondi come puoi fare con un amico o un nemico: parla su carta, pagina dopo pagina, e non fermarti a giudicare o correggere le frasi, poi, dopo un certo periodo di tempo, fermati e conserva il foglio e aspetta un giorno.
Betty Sue Flowers

Dalla mappa alla scaletta

Una volta raccolte le idee e visualizzate con l’ordine radiale di una mappa mentale, occorre che confluiscano in una scaletta più razionale che definisca il piano d’azione. Per sapere dove si sta andando occorre focalizzare lo scopo principale del testo, mettendo per iscritto una o due semplici frasi che chiariscano da subito ciò che è essenziale.
La scaletta è completa se e quando definisce nei particolari una catena logica di cause ed effetti che portano alla conclusione prevista. Il lavoro proseguirà con l’accertamento continuo che lo scritto proceda logicamente e rispetti ed identifichi le caratteristiche del pubblico a cui è rivolto. Un’ulteriore e costante verifica sarà quella relativa alla chiarezza: il testo deve comunicare esattamente quello che vogliamo dire, senza mai affastellare concetti e pensieri e mai dimenticare la capacità di comprensione di quanto andiamo dicendo da parte del lettore. Durante la stesura dovrà quindi essere riservata un’attenzione particolare ai toni ed allo stile. Se passa quel momento in cui il lettore sta per dirci di sì, il nostro foglio finisce sotto decine di altre carte o pagine web, e là annega.

Dobbiamo ricordare che la conclusione è il momento buono per fare la nostra richiesta, per chiarire in modo solare qual è lo scopo per cui abbiamo scritto. Non devono esserci frasi complicate né giri di parole nella conclusione.
Solo il succo del nostro obiettivo: cosa vogliamo che il destinatario faccia ovvero la call to action. Se vogliamo invitare a pagare la fattura, inviare un documento, telefonare, contattare una persona, barrare una casella… diciamolo e basta!

La redazione finale

Prima di consegnare qualsiasi documento scritto, infine, è sempre bene sottoporlo ad un lavoro di redazione finale. È utile stabilire una check list suddivisa in due parti.
La prima dovrà effettuare un controllo di sintassi e stile, dall’ortografia delle parole alla punteggiatura, dall’utilizzo di virgolette ed apostrofi, alluso di eccessive costruzioni passive.
La seconda parte della check list metterà a fuoco le questioni di struttura, chiarezza e scorrevolezza dell’insieme. Chiedetevi “Il messaggio lanciato è convincente? La conclusione è coerente?”

Verificate di avere abbastanza esempi specifici a sostegno delle vostre informazioni e controllate che i passaggi tra le varie sezioni siano fluidi e logici e che ci sia un ritmo convincente e coinvolgente per accompagnare la lettura di tutto il documento, sino alla fine.

Un ultimo ma importante consiglio: rileggere ad alta voce! Qualsiasi tipo di testo trae grandi benefici da una lettura ad alta voce. La lettura a mente, infatti, fa guadagnare tempo, ma attiva una funzione del cervello che tampona i vuoti, ignora gli errori e non individua le frasi non perfettamente compiute. Quando invece le parole vengono pronunciate, gli errori si evidenziano con immediatezza!